Per uve sane e dalla composizione equilibrata

Suterra 6-apr-2022 22.00.00

Non c’è qualità dell’uva senza una corretta gestione del vigneto.

 

Nell’ambito di Enoforum Spagna (Zaragoza, 20-21 Aprile 2022) si terrà la tavola rotonda dal titolo “I fattori agronomici che influenzano la qualità del vino”, organizzata da Suterra e incentrata sull’importanza della sanità e integrità delle uve per garantire la rispondenza della loro composizione all’obiettivo enologico e, in ultima analisi, la qualità del vino.

Stimolati al dibattito da Julio Aparicio, Crop Manager Suterra®, si confronteranno sull’argomento - e risponderanno alle domande da parte del pubblico - diversi attori della filiera. Tra questi Marco Pierucci, agronomo dello studio Agronominvigna, cui abbiamo rivolto un’intervista sugli aspetti agronomici della qualità dell’uva, nella quale Marco anticipa in parte i temi che tratterà durante la tavola rotonda.

 

Cosa si intende per “uve di qualità” da un punto di vista agronomico?

Marco-Pierucci--Agronomi-in-vignaOccorre distinguere due tipi di qualità. Quella fisica, che si riferisce ai parametri enologici che l’uva deve rispettare, e quella legata a valori e contenuti riferiti al processo produttivo, ovvero la sostenibilità ambientale, la sicurezza dell’operatore e la salubrità del prodotto per il consumatore. La qualità fisica delle uve ne presuppone innanzitutto l’integrità e l’accettabile, se non perfetto, stato sanitario. Ma a questi parametri di base si affiancano le soglie di maturità tecnologica, fenolica e aromatica.

 

Quali sono le principali strategie agronomiche per raggiungere qualità elevate delle uve da vino?

Sono tre i livelli a cui va approcciato il tema. Il primo è garantire l’integrità fisica degli acini, impedendo l’instaurarsi di lesioni; il secondo è irrobustire la buccia delle bacche; il terzo è favorire la sincronizzazione della maturità tecnologica e di quella fenolica.

Per garantire l’integrità degli acini è ovviamente indispensabile gestire oculatamente la protezione da oidio, tignole e marciumi, ma anche evitare cracking dovuti a squilibri idrici o all’eccessiva esposizione del grappolo alla radiazione solare. Risulta quindi indispensabile preservare un adeguato stato idrico della pianta, ma anche gestire la palizzata, eseguire sfemminellature mirate, sbrogliature dei grappoli, sfogliature ragionate ed eventuale diradamento dei grappoli.

L’ispessimento della buccia prevede sia l’aumento del numero di cellule dell’epidermide, sia l’irrobustimento delle pareti cellulari. Possono essere utili allo scopo interventi tipo nutrizionale (calcio) e azioni sul metabolismo reattivo della pianta, quindi sui meccanismi indotti di resistenza. Una sana agronomia non può trascurare la presenza di un microbiota equilibrato nella rizosfera, perché questo è il principale motore dell’ISR (Resistenza Sistemica Indotta). Si può anche ricorrere a prodotti fogliari, che agiscono sia sulla ISR che sulla SAR (Resistenza Sistemica Acquisita), inducendo un irrobustimento delle cuticole.

Infine, favorire la sincronizzazione delle maturità è un obiettivo che dipende dal know how tecnico dell’agronomo, che deve capire come indirizzare il metabolismo della pianta in maturazione, anche in questo caso facendo ricorso a opportune tecniche di gestione della chioma, ma anche all’uso di eventuali prodotti fogliari mirati, che possono favorire maturazioni fenoliche anticipate, a vantaggio di gradazioni zuccherine meno esuberanti.

 

La sanità delle uve è un obiettivo tecnico complesso?

vineLo è. Già solo l’aspetto sanitario è complesso da gestire, soprattutto perché vanno mantenuti bassi i residui, il che non significa non intervenire, ma agire solo se necessario e conoscendo molto bene le caratteristiche di residualità dei prodotti utilizzati. In quest’ottica sono di aiuto gli agenti di biocontrollo, che negli ultimi anni ci stanno consentendo di ridurre fortemente, fino a punte del 50%, l’uso di prodotti chimici per il controllo di funghi e insetti. Si tratta certamente di soluzioni che necessitano da parte del viticoltore di una nuova cultura: sta al mondo tecnico metterla a disposizione.

 

La confusione sessuale come contribuisce alla qualità delle uve?

Se applicata con cognizione di causa, la confusione sessuale è completamente efficace nel controllo delle tignole e del planococco, oltre a essere esente dal rischio di residui nel raccolto. Essa dunque corrisponde pienamente all’obiettivo di garantire una qualità globale delle uve.

 

La sostenibilità delle produzioni a partire dal vigneto contempla anche l'uso della confusione sessuale?Puffer-22

È una delle principali tecniche di vigneto che garantiscono la sostenibilità, soprattutto quando si utilizza la tecnologia puffer®, estremamente innovativa ed efficace. Oltre a semplificare l’applicazione della tecnica in campo, essa rende possibile e semplice la rimozione dei dispositivi collocati in vigneto, più complessa nel caso dei dispenser passivi. Quindi l’uso dei puffer® all’interno di una tecnica già di per sé estremamente sostenibile come la confusione sessuale, è un ulteriore passo avanti verso la sostenibilità ambientale della protezione del vigneto dai parassiti.